Posts Tagged "ansia"


Il campo di interesse della medicina psicosomatica è rivolto ai fattori emozionali e psichici ritenuti responsabili di malattie somatiche, gli attuali studi delle neuroscienze stanno sempre più evidenziando la stretta connessione tra mente e corpo.

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Il disturbo d’ansia rappresenta il disagio psichico piu’ diffuso nella società moderna, colpisce prevalentemente il sesso femminile quasi in misura doppia rispetto a quello maschile.
Le statistiche indicano che circa il 14% della popolazione mondiale soffre di questo disturbo.

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Il metodo Bodyfullmind-T nasce per il trattamento del disturbo di panico (DAP) ma può essere efficacemente utilizzato anche per i disturbi depressivi lievi, di ansia e per la prevenzione e la gestione dello stress.
La tecnica è caratterizzata da una integrazione di vari approcci terapeutici ben dosati ed adattati al contesto da trattare, che partendo dal corpo consentono di affrontare l’emergenza sintomatica dell’ansia acuta e quella più invalidante dell’attacco di panico.

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I disturbi d’ansia hanno un’ incidenza del 18,1% ed una prevalenza, nel corso della vita, del 28,8% . Tuttavia solamente il 37% ricorre ad una qualche forma di assistenza sanitaria.
Una review pubblicata a gennaio su Current opinion in Psychiatry, evidenzia come lo stress cronico e l’ansia aumenti il rischio di sviluppare depressione ma anche la demenza, impattando sulle abilità cognitive ed affettive, e suggerendo un meccanismo comune per lo sviluppo della compromissione affettiva e cognitiva indotta da stress.
L’analisi dei dati ha rivelato agli autori dello studio guidato dalla dott.ssa Linda Mah, che vi è una «vasta sovrapposizione» degli effetti sui neurocircuiti del cervello da parte delle tre condizioni: ansia, stress, paura. Tutte e tre queste condizioni, secondo gli scienziati, possono spiegare il legame tra lo stress cronico e lo sviluppo di disturbi neuropsichiatrici, tra cui la depressione e la malattia di Alzheimer.
Lo stress cronico altera il circuito formato dalle strutture chiave amigdala, corteccia prefrontale mediale, ippocampo; queste strutture mediano il condizionamento alla paura e all’estinzione della stessa e servono anche a regolare la risposta allo stress.

Sotto stress si osserva la disattivazione della corteccia prefrontale e l’iperattivazione dell’amigdala.
L’amigdala è un’area del cervello ritenuta importante nei processi emotivi e coinvolta anche in una forma particolare di memoria che è quella emozionale, mentre la corteccia prefrontale controlla le funzioni esecutive come la capacità di prendere decisioni o la memoria cosiddetta a breve termine.
In situazioni di stress le ghiandole surrenali immettono nel sangue adrenalina, noradrenalina ed ormoni steroidi (tra cui il cortisolo e ACTH anche chiamato ormone dello stress), l’amigdala intervienee nel controllo del loro rilascio.
Questi ormoni hanno effetti sulla memoria.
L’adrenalina ha un effetto potenziante sulla memoria, gli ormoni steroidi possono avere un effetto facilitante, ma elevati livelli bloccano la memorizzazione di nuove informazioni.
La degenerazione strutturale della corteccia prefrontale e dell’ippocampo, che è la principale struttura implicata nella memorizzazione dei ricordi coscienti (memoria esplicita), conducono a deficit nella regolazione delle emozioni e disturbi cognitivi, e potrebbe quindi spiegare l’aumento del rischio di sviluppare disturbi neuropsichiatrici, tra cui la depressione e la demenza.

fonte: psicologi@lavoro

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Stress ed ansia spesso vengono confusi ma non sono la stessa cosa.
In senso generale possiamo definire lo stress come una risposta automatica ad eventi fisici, sociali o psicologici.Il grado in cui un evento può provocare stress varia da individuo ad individuo ed è legato alla propria personalità, alla propria storia di vita ed alla personale capacità elaborativa degli eventi.

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